Il Castello di La Spina Dal II sec. a.C. al XX sec.

estratto da:
Il Clitunno e la Sua Gente
di Domenico Gasparri

PRO LOCO LA SPINA
PRESIDENTI:
1983 - 1992 Santino Fortunati
1993 - 1996 Moreno Marziani
1997 - 2000 Giuliano Fortunati
2000 - 2006 Santino Fortunati
2007 - 2008 Felicetta Consoli
2008 Santino Fortunati

IL TERRITORIO E LA LEGGENDA

Il Castello di Spina si trova lungo un antichissimo itinerario, da cui prende il nome, che congiungeva la valle spoletina con Camerino passando per l'altipiano Plestia, già insediamento arcaico e importante punto di scambi commerciali. Spina era sorta probabilmente per difendere il valico più alto (900 metri) di questa strada che per un lungo periodo di tempo era stato un diverticolo della strada consolare Flaminia in quanto più breve della strada Plestina che passava per Foligno (Km.36 al posto di 50). A conferma di ciò alcuni tratti in costa, ormai abbandonati, della strada vengono indicati con il nome di "strada romana" mentre si ha notizia di numerosi rinvenimenti di materiali archeologici lungo tutto l'itinerario.
Nel XIII secolo sorge il castello di La Spina Vecchia legato per ragioni difensive a Spoleto. Nel XIV secolo il nostro castello ha il proprio Statuto approvato dai Priori spoletini; tali statuti sono documenti di moralità, giustizia, altruismo, cooperazione e benessere sociale. Nel XVI secolo sorge l'agglomerato di Spina Nuova non circondato da mura. Nel Castello c'è la Chiesa, ed è il parroco, primo cittadino, ad amministrare la giustizia nei reati più comuni. Ogni comunità ha proprietà collettive, quali boschi e prati dove ciascuno può pascere la propria mandria o il gregge, principale ricchezza del luogo, e fruttare il legname per gli usi familiari. Lo Statuto resta in vigore fino al 1834 quando, nello stesso anno, viene costituito il comune di Campello sul Clitunno.

CLIMA

Il Calore nella stagione estiva si estende in media a + 28°c e solo raramente per brevi periodi supera il + 30°c. Nell'inverno, nelle stagioni migliori, il termometro scende ad una media di + 7°c; raramente, anche nelle mattine più fredde tocca lo 0°c o va più indietro, tanto che di rado si vede la neve, che poi scompare in poche ore: e rari giorni il vento di Nord-est soffia impetuoso, dando

più fastidio che freddo. Mai gli inverni sono rigidi e lunghi; ed ai primi di febbraio, quando le vette dei monti vicini sono ancor coperti di neve, si sentono i tepori primaverili, che, unitamente al più bel sole ed al più limpido ed azzurro vi rendono delizioso il soggiorno (da una ricerca della Dott.ssa Manuela Massei).

ALTITUDINE

L'altezza s.l.m è di 876 m. per Spina Nuova e 910 m. per Spina Vecchia, Spina è volta a Nord Ovest.

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FLORA

Il territorio della Spina per la maggior parte è coperto di boschi formati in maggior parte da Carpino, Elce, Cerro, Faggio, Leccio, Roverella, Pino d'Aleppo, Quercia (Da una ricerca del Dott. Tito Pio Augusto).

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FAUNA

Nelle colline della Spina sono presenti il Gatto selvatico, il Lupo, l'Istrice, l'Aquila Reale, il Biancone, il Lanario, il Cinghiale, la Poiana, il Falco Pellegrino, il Gheppio e lo Sparviero (Da una ricerca della Dott.ssa Cristiana Gasparri).

 fauna

CARATTERISTICHE GEOLOGICHE

Il territorio della Spina si trova a ridosso dei massicci carbonatici appenninici nella zona di transizione verso la pianura alluvionale della Valle Umbra. Quindi gran parte del territorio è "montuoso" con vette che superano i 1400 m. s.l.m. come il M. Serano. Le rocce che compongono tali monti fanno parte della "Serie Umbro-Marchigiana": si tratta di rocce sedimentarie carbonatiche formatesi in ambiente marino tra i 200 e i 50 milioni di anni fa. Hanno colorazioni variabili dal biancastro del Calcare Massiccio, al rossastro del Rosso Ammonitico (con frequenti presenze di fossili marini come le ammoniti) al grigio-nocciola della Corniola.

rocce

Sono frequenti delle interstratificazioni di selce che, a seconda delle posizioni nella serie, si può presentare dal grigio al nero al rosso. Come raccordo con i depositi alluvionali recenti della piana sottostante si sono formati dei grandi conoidi di deiezione. Tali conoidi dalla classica forma di ventaglio, sono il prodotto del trasporto e del deposito, da parte dei vari fossi che scendono dalle montagne, dei materiali detritici provenienti dai monti stessi. Localmente questi depositi sono conosciuti come "tassello" e sono composti da detriti (sassi) a spigoli vivi di varie dimensioni immersi in una matrice rossastra limo-sabbiosa. Ha le acque sorgive (Da una relazione geologica del Dott. Geol. Nello Gasparri).

SISMICITÀ

La sismicità della zona, come quasi in tutta l'Umbria, è insita nella sua stessa natura. Difatti le stesse cause che hanno determinato il suo attuale assetto ne determinano anche la sismicità. Come prima detto le rocce che compongono il territorio di Spina così come

tutto l'arco appenninico, si sono formate in ambiente marino molti milioni di anni fa, mentre ora si trovano a quote di circa 1500 metri sopra il livello del mare: è facilmente intuibile che le forze e quindi l'energia necessaria per tale sollevamento debba per forza produrre forti movimenti di vaste porzioni di roccia, attraverso anche delle spaccature formatesi in seno alla stessa roccia. Ed è ciò che accade ogni volta che sentiamo un terremoto piccolo o grande: grandi pezzi di crosta terrestre si muovono tra loro spostandosi reciprocamente lungo le spaccature che rappresentano faglie di varie dimensioni ed importanza. Il territorio in cui viviamo è quindi inserito in una zona costellata di faglie e quindi ad elevata sismicità (Da una relazione geologica del Dott. Geol. Nello Gasparri).

Le cronache storiche riportano due grandi terremoti con gravi disastri: uno nel 446 a.C. che fece diminuire le acque del Clitunno tanto che Bernardino Campello scrisse: " che gli abitatori dei suoi contorni non l'harebbero riconosciuto" e l'altro nel 1298 che come recita il Sansi "tribolazioni e spaventi dessero quei fieri terremoti, che furono cagione che molti edifici rovinassero con grandissimi danni, e morte di uomini".

II Secolo a. C. Tutta l'area della Spina è interessata da rinvenimenti di reperti, probabilmente d'età romana, a testimonianza dell'importanza e della frequentazione di questa antica arteria stradale.

222 a. C. (525 di Roma). Il Console Flaminio fa costruire la via consolare che, attraverso l'Umbria, collega Camerino a Spoleto passando per Passo d'Acera, La Spina, Cammoro: dal suo costruttore prende il nome di Flaminia.

1296. Spoleto. Il Comune provvede a riedificare un castello in cui siano chiamati ad abitare uomini, donne e bambini della Spina, i quali già da lungo tempo vivono in casolari sparsi. Spoleto dà loro un Podestà ed impone il focatico (è una tassa sulla famiglia ed
è così chiamata perché identifica la famiglia con il "fuoco" che vi arde).

1296. Spoleto. Tra le 26 podesterie di quest’anno è annoverata La Spina.

1296. Spoleto. Le Riformanze di quest'anno parlano dei castelli e delle ville (agglomerati con almeno 6 fuochi, ossia 6 nuclei abitati, nasce anche l'uso di chiamare "fuochi" le famiglie, quando se ne indica il numero) soggette al Comune. I castelli hanno un podestà, un giudice e un notaio che per legge debbono essere spoletini o comunque nominati da Spoleto. Le ville hanno un balìo (chiamato anche Balivo) e un valdario, anche loro necessariamente spoletine; il balìo ha il compito di raccogliere le imposte, il valdario è il guardiano dei boschi e svolge semplici funzioni di polizia, ma in effetti costoro vengono ad essere i capi della comunità. Il 15 Agosto, giorno dell'Assunta, i sindaci dei castelli e delle comunità soggette a Spoleto, vanno a riconoscerne formalmente la signoria e ad onorare la festa, presentando il tributo dei ceri e dei vessilli accompagnati anche da drappelli di militi che sfilano in parata per la città, facendo bella mostra delle armi. I ceri vengono donati all'Opera della Cattedrale.

1321. Ugolino Trinci, signore di Foligno, approfitta dell'assedio che le truppe della lega guelfa pongono alla città di Spoleto, per occupare il castello della montagna campellina.

1326. Essendo il castello della Spina diventato un rifugio di banditi, la chiesa decide di ridurlo a suo totale dominio, pertanto viene assalito e occupato dal maresciallo della Curia ducale.

1338. Spina. Il comune di Spoleto, approfittando dell’assenza del Papa, attualmente residente ad Avignone, cerca di far approvare dei capitoli di sudditanza ai Castelli ad esso soggetti per limitarne di molto l’autonomia. Il nostro Castello insieme ai castelli di Acera, Geppa, Grotti, Montefranco, Orsano, Paterno, S. Anatolia, S. Felice, Scheggino, Sellano e Vallo, non solo non approvano tali capitoli, ma si stringono in alleanza per ribellarsi e intentare causa contro i soprusi di Spoleto. Il processo si tiene a Montefalco e si protrae per tutta l’estate. Alla fine i Castelli alleati riescono a dimostrare come da tempo godono di autonomia amministrativa, per cui riescono a conservare il diritto di “mero e mesto imperio”. Presso l’archivio storico del comune di S. Anatolia di Narco, sono conservate le pergamene di questa alleanza e i vari sviluppi processuali fino alla favorevole sentenza.

1348. Maggio-Settembre. La peste nera miete molte vittime: muoiono 7 abitanti su 10. Questa immane tragedia stravolge anche le istituzioni al punto che la città di Spoleto è costretta a diminuire il numero dei priori da 12 a 6 e il Consiglio da 60 a 36 componenti.
Nei piccoli centri l'effetto del morbo è meno scoraggiante: alla Spina si ha una media di 50 su 200 abitanti (si contano solo dai sette anni in su).

1352. Ottobre. Spoleto.L'arenga (assemblea) popolare spoletina elegge il podestà della Spina.

1361. Spoleto. Dovendo il distretto versare 1300 fiorini d'oro nelle casse della Santa Sede, cui l'Albornoz l'ha assoggettato, questi impone a tutti i castelli del territorio una tassa di un fiorino ogni 10 abitanti sopra i 7 anni. Dall'elenco, contenuto nelle riformanze, si può ricavare il numero degli abitanti presenti in ciascun castello. La Spina fiorini "XV" (15) pari a circa 150 abitanti.

1417. La Spina si trasforma in contea. Il conte Lanfranco Campello, sfiduciato dalle molte lotte che dividono Spoleto tra guelfi e ghibellini, lascia la città, e, non fidandosi di risiedere nella sua villa di Campello, si ritira nella rocca della Spina di proprietà della famiglia dove, per maggior sicurezza, si fa costruire una torre in cui abitare con tutti i familiari e che da lui prende il nome di Turris Lanfranchi.  contecampello
Tanto Lanfranco, che nel 1456 verrà nominato Podestà di Macerata, quanto i suoi figli Conte, Bernardino e Caterino, ottengono il titolo e il potere, che vanteranno per trenta anni, di Conti della Spina. Solo in epoca moderna, alcuni componenti della famiglia, adopereranno il cognome Campello della Spina. ruder

1485. 7 agosto. Trevi.Un viandante ha diffuso la notizia che è stata vista scendere una lacrima dall'immagine della Madonna. A Trevi, dopo il miracolo della lacrimazione della Madonna, si avverte la necessità di costruire una cappella. Dal 21 agosto la messa è celebrata sotto una tettoia sorta in appena quattro giorni. Il 4 settembre 1485 gli abitanti di Campello, donano una pietra, proveniente dalla cava della Spina chiamata Fauella (Faggio Bello), per l'altare della nuova Chiesa ed è talmente grande che deve essere trainata da sette paia di buoi e da più di cento uomini. Sul basamento, sempre di pietra, a perpetuo ricordo della donazione è inciso:

C A M P E L L U

GLI STATUTI COMUNALI XV-XVI Secolo.

Lo Statuto, raccolta scritta di leggi, non porta delle novità consistenti, ma dà solo organicità a obblighi, diritti e usanze ormai vissute da tempo: e una conquista di autonomia, anche se limitata, rispetto alla città dominante. Gli statuti, sono una delle più essenziali e caratteristiche manifestazioni della vita familiare, religiosa e civile di un popolo, il cui studio ne evidenzia il grado di civiltà e di elevazione morale.

STATUTO DELLA SPINA 1462.

La Spina è un feudo dei conti Campello che, senza perdere i diritti di proprietà, da tempo non vi esercitano più alcun potere amministrativo. Il territorio è diviso in due distinti nuclei abitati che prendono il nome di Spina Nuova e Spina Vecchia. Gli abitanti della Spina, regnante papa Pio II, presentano ai Priori spoletini lo statuti communis castri Spine. Lo statuto è redatto su carta pergamena e si compone di 32 pagine suddivise in 5 libri 6. Nel primo sono fissate le regole per eleggere i cittadini che devono occupare le cariche pubbliche e come si deve amministrare la comunità (l’originale è conservato nell’Archivio Comunale di Campello).

Il secondo, il più esteso, è il libro dei malefici e, in sostanza, detta le regole per il mantenimento dell'ordine pubblico elencando le offese che possono essere commesse (la bestemmia, le percosse, la falsa testimonianza, il lancio di pietre contro qualcuno, la frode con misure false, la corruzione ecc.) e fissa le relative pene. Il terzo riguarda le cause civili e la loro conduzione, tutela le vedove, tratta dei confini tra congiunti ecc. Il quarto fissa le regole di comportamento del vivere civile, dei rapporti con il prossimo e con la collettività: è vietato cambiare i termini dei confini, lavare i panni presso la fonte pubblica, deviare un corso d'acqua, e fatto obbligo di pagare la tassa per il focolare. Stabilisce inoltre le festività da rispettare durante l'anno: Natale, Pasqua, Ascensione, Santa Croce, San Salvatore, San Biagio, San Lorenzo, San Fortunato, San Giovanni Battista. Il quinto libro, infine, tratta del danno causato alle altrui proprietà, come rovinare gli alberi da frutto, occupare le strade comunali, ecc.; stabilisce, inoltre, le modalità per l'elezione del Gualdario, cioè del guardaboschi e della guardia campestre designata per la difesa del patrimonio della comunità.

loghi

1490. 30 Dicembre. Spoleto. Il Governo pontificio chiede al Governatore 1000 uomini per soffocare quanti dalle parti di Norcia, capitanati da Bernardino d'Amici, si sono ribellati alla Chiesa. Ogni castello invia un contingente in base alla popolazione, La Spina invia 8 fanti.

1522. Marzo.Dati i tempi, l'autorità pontificia sui capoluoghi è molto relativa. Di conseguenza si riduce anche la loro autorità sui castelli del contado. Tra gli obblighi che i castelli soggetti a Spoleto debbono rispettare, c'è quello di inviare uomini in caso di guerra. È questa l'imposizione meno gradita e meno sentita.

Quando i motivi di guerra toccano gli interessi del proprio castello tutti sono pronti al suono delle campane o delle trombe, a difenderlo con le alabarde, altrimenti nessuno se la sente di combattere per una causa che non lo coinvolge direttamente. Pertanto in più di un'occasione ci sono tentativi di ribellione contro Spoleto. Norcia si rifiuta di aiutare Spoleto in una guerra fuori dall'Umbria

e gli abitanti della Spina si associano ad essa nella rivolta. Spoleto, per sottomettere gli insorti, chiama in aiuto il capitano di ventura Renzo da Ceri che con i suoi 7.000 mercenari, il 6 agosto 1522, muove da Spoleto contro i rivoltosi trascinando fin quassù un potente cannone. La Spina, come tutti gli altri castelli è costretta ad arrendersi. Finisce così la rivolta contro Spoleto.

1523. Roma.Quando gli spoletini si recano a rendere omaggio ad Adriano VI sono da Lui aspramente rimproverati. Scrive Bernardino Campello: "Ebbe a dolersi che la città di Spoleto, sua suddita, si fosse lasciata trasportare a muover guerra ad altri popoli soggetti alla

Santa Sede". In realtà gli abitanti della Spina non meritavano rimproveri, poiché arresisi alle truppe di Renzo da Ceri, avevano: "domandato pace e perdono e furono ricevuti in fede senza alcun danno".

1540. La Spina è elencata tra le 35 podisterie del Distretto di Spoleto.

XVI Secolo. La chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Marco e Lorenzo dalla struttura a capanna è prospiciente il tracciato della strada.

chiesa 

In posizione quasi a baricentro tra Spina Vecchia e Spina Nuova , in prossimità del bivio per Agliano, si trova un piccolo cimitero ed una chiesetta dedicata a SS. Pietro e Paolo, effigiati in un affresco sulla parete di fondo, del cui passaggio esiste una antica tradizione lungo tutto il tracciato di via della Spina. La piccola chiesa è forse da identificare con quella della Beata Maria Vergine
de montibus. Tutta l'area è interessata da rinvenimenti di reperti, probabilmente d'età romana, a testimonianza dell’importanza e della frequentazione di questa antica arteria stradale.

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1557.Il conte Eurialo Campello, dopo le donazioni e le divisioni del patrimonio di famiglia, cede al comune di Spoleto le proprietà e il diritto feudale delle terre della contea di Spina ereditato da Lanfranco. Dopo 150 anni La Spina non è più una contea e torna ad una comunità libera e autonoma.
1615.Convenzione con Trevi per la definizione dei confini.

LIBRO DEI MORTI DELLA PARROCCHIA DI PISSIGNANO

XVI-XVII secolo. Per secoli l'anagrafe è tenuta dai parroci. Dal 20 Agosto 1580 al 2 Maggio 1624, il parroco di Pissignano, Don Cesarino

Bonardi ha annotato diligentemente le nascite e le morti avvenute nella sua parrocchia, descrivendone le cause, in un volume di cm.14 per 13,5. Il libro si compone di 232 pagine di cui le prime 129 dedicate alla parrocchia, mentre le restanti 103 riguardano amici e parenti, come anche la morte di papi, vescovi e parroci.

"A dì 22 de Marzo 1622

Contento di Pasqualaccio della Spina di Campello morse il dì sopradetto. Dopo che tornò da Napoli che era stato a trovare il figlio bandito".

1673. 14-15 Agosto. Il nostro è tra i castelli che sono tenuti a riconoscere, di anno in anno, la signoria di Spoleto e in atto di sottomissione ed inviare il sindaco con un tributo di un cero e del palio che dopo essere portati in processione per la città viene poi offerto all'opera del Duomo.

1769. Censimento. La Spina conta 11 famiglie per un totale di 55 abitanti.

1798. 15 Febbraio. "27 Piovoso. Anno V". Roma.

Il generale francese Louis - Alexandre Berthier emana un proclama in cui dichiara decaduto il potere temporale del papa e riconosce, in nome del governo di Parigi, la Repubblica romana indipendente sotto la protezione dell'esercito francese.

La Repubblica Romana promulga una nuova costituzione che prevede la divisione del territorio in 8 Dipartimenti battezzati con i nomi dei fiumi o dei laghi. A sua volta il Dipartimento è diviso in Cantoni. Viene adottato il calendario francese introdotto il 24-XI-1793. Il 22 Settembre del 1792 viene dichiarato il primo giorno dell'anno Primo.

1798. 7 Marzo. Spoleto. Gianpaolo Celesti dell'Acera e Angelo Corradi di Sellano in rappresentanza dei castelli di montagna vengono eletti nell'amministrazione centrale di Spoleto. Gli eletti sono ricevuti dal comandante francese Hauguenal che conclude il suo discorso con queste parole:" Voi siete re, voi siete papi, voi tutto potete ".

1798. 10 Maggio." 21 Fiorile. anno VI ". Il comune di Spina è incluso nel Cantone di Trevi che fa parte del Dipartimento del Clitunno con capoluogo Spoleto.

1799. Maggio. Sul finire del mese i soldati del re di Sicilia, avanguardia del corpo di spedizione venuto a liberare lo Stato pontificio dai francesi, capitanati da Bernardo Latini che si firma Capomassa delle Truppe Reali, occupano il nostro castello.

1799. Giugno. Dopo aver occupato La Spina i siciliani conquistano il castello. A costoro si uniscono alcuni campellini, tra i quali Luigi Gradassi, che mal sopporta il governo giacobino dei francesi.

1799. Spoleto. Il Governo della Repubblica Romana provvede a coniare tre nuove monete di rame: da 1 e 2 Bajocchi con la scritta: BAIOCCHO CLITUNNO.

baiocco 

1799. Domenica 28 aprile (16 giugno). Da Spoleto il comandante francese Turski, nominatosi Comandante dei difensori della patria muove contro i siciliani. I francesi si dividono in due schiere una sale per l'erta strada che dalle Vene porta al castello, l'altra per la via di Poreta. I siciliani si affrettano verso Lenane per essere pronti a una eventuale fuga attraverso Passo d'Acera e Spina. Lo scontro avviene a Lenane e in poco tempo si risolve a favore dei francesi superiori agli avversari in rapporto di uno a tre. Le truppe del Capomassa si mettono in salvo tra i boschi. I francesi, scacciati i siciliani, dopo aver saccheggiato alcuni paesi, rientrano trionfanti a Spoleto.

1810/1812.Viene sconsacrata e venduta a privati l'antichissima Pieve di S. Michele Arcangelo, o S. Angelo in Capite, chiesa parrocchiale di Pissignano. Il Titolo e la Parrocchia, dalle rive del Clitunno vengono spostati dentro il castello nella chiesa di S. Benedetto da poco restaurata. Anche la Chiesa di San Lorenzo, insieme ad altre, fa capo alla Pievania di S. Angelo in Capite.

1816. 14-15 Agosto. Spoleto.In conseguenza del motu proprio di Pio VII, del 6 Luglio del corrente anno sull'ordinamento civile dello Stato Pontificio, la città rinuncia all'atto di sottomissione da parte dei castelli del contado. Il comune della Spina non è più costretto, in atto di sottomissione, ad inviare il sindaco con un tributo di un cero o del palio, che dopo essere stato portato in processione per la città, veniva offerto all'opera del Duomo e quindi riscattati mediante offerta in denaro.

1831. 15 Luglio, Roma. La riforma amministrativa dello Stato della Chiesa culmina con l'editto del cardinale Bernetti. L'editto, tra l'altro, stabilisce la divisione del territorio in distretti e comuni sottraendoli alle Congregazioni della S. Consulta e del Buon Governo per metterli alle dipendenze della Segreteria di Stato per gli Affari Interni. Spoleto è capoluogo della nostra provincia.

1831. 15 Luglio. Il nuovo editto, che segue quello del 1827, riconosce il diritto di avere il proprio Podestà solo a chi ha la qualifica di Comune. Il Comune della Spina, non avendo ottenuto detta qualifica, viene soppresso e diventa comune appodiato a Campello.

1847. 29 Agosto, Campello. A seguito della legge del 1846 il Priore Giuseppe Carletti istituisce la Guardia Civica al comando del capitano Carlo Donati. La commissione di arruolamento, presieduta dal conte Paolo Campello coadiuvato da Francesco Fratellini e da Angelo Langeli, pubblica l'elenco degli individui iscritti nei Ruoli della Guardia Civica del Comune appodiato di La Spina.

1 "attivo" della Comune della SPINA
appodiata alla Comune di Campello:
Marziano Marziani.

1849. marzo. Roma. Tra i volontari accorsi a difendere la Repubblica Romana troviamo un nostro concittadino, Filippo Gasparri, abitante a La Spina di Campello, che si arruola con i volontari trevani.
1863.Con l'unità d'Italia e con decreto del Prefetto di Perugia viene soppresso il comune appodiato. La Spina diventa una frazione di Campello.
1863. 29 Marzo. Campello. Da oggi il Comune, con Regio Decreto n.1260, assume la specificazione di Clitunno, dal fiume le cui celebri sorgenti, sgorgano ai piedi del monte, dove Rovero edificò il castello. Nasce CAMPELLO SUL CLITUNNO.
1867. Ottobre - Novembre. Tra i volontari garibaldini c’è il diciannovenne Silvestro Bernardini della Spina.
1914. Scoppia la prima Guerra Mondiale.

PROVINCIA DELL'UMBRIA
MUNICIPIO DI
CAMPELLO SUL CLITUNNO

A tutti i Parroci

Si avverte la S. V. Ill.ma che con decreto legge del 23 maggio 1915 sono vietate oltre a tutte le riunioni, anche le processioni tanto religiose che civili in luoghi esterni.

IL SINDACO
Donati Carlo

ordinanza 

1915.Sette nostri giovani paesani partono per il fronte: Mario Bernardini, Giuseppe Consoli, Antonio Fortunati, Carlo Guerrini, Amedeo Marziani di Fiovo, Pipodio Marziani di Fiovo e Giacomo Meschini.

guerra

1917. 19 Settembre.Alle ore 21,35 un terrificante terremoto, del grado di 8,5 della scala Mercalli con epicentro la Valnerina, ci fa saltare dal letto. Il sisma ci fa passare quasi tutta la notte in piedi e oltre la paura ci regala anche qualche crepa in alcune abitazioni.

1917. Ottobre. Scosse di terremoto ci fanno passare la notte in bianco ma non ci procura danni.
1917. 12 Maggio. Sono le 15,34 quando una terribile scossa di terremoto provoca molto panico e qualche fenditura in alcune abitazioni. Il sisma di magnitudo 7,5 della scala Mercalli ha come epicentro la zona del ternano.
1917. 21 Marzo Spoleto.Muore il conte Paolo Campello della Spina (dopo quasi 500 anni è il primo ad aggiungere il predicato “della Spina” al cognome Campello). Paolo nasce a Spoleto il 19 Maggio 1829 dal conte Pompeo e dalla principessa Giacinta Ruspoli. Il 21 maggio è tenuto a battesimo dall'arcivescovo di Spoleto mons. Giovanni Maria Mastai-Ferretti, salito poi al soglio pontificio col nome di
Pio IX che conserverà sempre una paterna benevolenza per il suo figlioccio. Paolo segue gli studi a Firenze e a Roma dove si laurea in botanica. Il conte Paolo, oltre che noto politico, è storico di valore ed autore di oltre dieci volumi dei quali:

STORIA DOCUMENTATA ANEDOTTICA DI UNA FAMIGLIA UMBRA IN 5 TOMI

Il 2 marzo 1851 il conte Paolo sposa la sedicenne principessa Maria Bonaparte di Canino nipote dell'imperatore Napoleone III.
Poco dopo le nozze viene a Campello e si adopera per abbellire le sorgenti del Clitunno. Per la sua parentela con Napoleone III passa molti anni alla corte di Parigi dove stringe amicizia con i più grandi letterati italiani e stranieri della fine dell'800. Oltre che letterato è anche politico nel 1867 è eletto deputato, per il collegio di Spoleto.
contecontessa

È Vice presidente della Cassa Risparmio di Roma Nel 1870, Paolo è eletto consigliere comunale a Roma nelle liste cattoliche dell'Unione Romana e riconfermato nel 1889. Nel 1885 veste, come i suoi antenati, l'abito dell'ordine militare di Santo Stefano. Lasciata l'attività politica si ritira a vita privata dedicandosi ai suoi libri e dividendosi tra Spoleto e Campello sul Clitunno dove ricopre
la carica di Consigliere comunale che manterrà fino alla morte. Alla sua morte, seguita da un generale commosso rimpianto, è sepolto nel cimitero di Campello sul Clitunno vicino alla sua amata Maria.
1919. 30 Maggio.A causa della guerra con l'Austria sono vietate tutte le riunioni pubbliche. Lo comunica, con una circolare, il sindaco di Campello scrivendo di proprio pugno al nostro Parroco.
1918. 4 Novembre.La guerra è finita. Suonano a distesa le campane in tutte le città d'Italia. La popolazione si riversa nelle strade cantando e ballando.
1919. Settembre.Il terremoto provoca molto panico ma per fortuna non si registrano danni.
1919.Tornano sani e salvi i nostri sette nostri giovani paesani partiti per il fronte: Mario Bernardini, Giuseppe Consoli, Antonio Fortunati, Carlo Guerrini, Amedeo Marziani di Fiovo, Pipodio Marziani di Fiovo e Giacomo Meschini.

1927. 5 Marzo. Campello sul Clitunno. Con Regio Decreto, il nostro comune viene soppresso e annesso a quello di Spoleto. Dopo oltre mille anni perdiamo la nostra autonomia e indipendenza: a nulla valgono l'interessamento e le pressioni del nostro senatore conte Pompeo Campello. Nel tentativo di evitare la deprecata annessione, il Sindaco Carlo Carletti, il Segretario comunale rag. Francesco Fratellini e il Segretario politico Emilio Buttinelli, stendono un memoriale da affidarsi a Don Benedetto Fabrizi che lo avrebbe portato al senatore conte Pompeo. Il buon Parroco si reca a Roma con il voluminoso carteggio ed è ricevuto al Senato dal nostro illustre concittadino. Poco dopo, il 6 marzo, dallo stesso riceve una lettera nella quale, tra l'altro, si legge: "Mi sono occupato molto del Municipio; per il momento tutto è stato fermato, ma non bisogna farsi illusioni, non è affatto causa vinta. Mi raccomando che non si parli assolutamente di questo fermo che c'è stato". Ma ormai le decisioni sono prese e a malincuore bisogna adattarsi: non ci chiameremo più Campellini ma Spoletini!
1930. VIII EF. 22 Agosto. Campello sul Clitunno.
Le campane di tutte le Chiese suonano a distesa per annunciare che oggi, con Regio Decreto N. 1265, il nostro territorio cessa di essere una frazione di Spoleto ed è di nuovo Comune. Dopo tre anni riacquistiamo la nostra autonomia amministrativa, nonostante l'opposizione fatta alla Camera, dall' on. Domenico Spinelli che ritiene ingiustificata l'autonomia conferita alla frazione di Campello, avendo il comune di Spoleto speso centinaia di migliaia di lire in opere pubbliche.

1932. X EF. 5 Maggio, Ascensione. Giovedì. Questa mattina abbiamo una gradita sorpresa, la neve caduta nella notte imbianca tutta la zona, da noi ce ne sono oltre i 20 centimetri. Nelle prime ore del pomeriggio si scioglie con disappunto dei bambini (notizia avuta da Ampelio Albagini, barbiere del capologo).

1935 XIII EF. Due nostri compaesani sono mobilitati per la campagna d'Etiopia: Ugo Bernardini e Mariano Marziani.
1936 XIV EF.Guerra in Africa Orientale (A.O.).
1936 XIV EF.Tornano i due nostri compaesani che hanno partecipato alla guerra in Africa Orientale: Ugo Bernardini e Mariano Marziani.

1939 XVII EF. Scoppia la II Guerra Mondiale.
1940 XVIII EF. 10 Giugno. Roma.Com'era stato annunciato alle 17,30 il DUCE dal "balcone" di Palazzo Venezia pronuncia un discorso, trasmesso attraverso la radio, che si conclude con la dichiarazione di guerra all'Inghilterra e alla Francia. Sono pochi i Campellini che possiedono una radio; pertanto vicino ad ogni apparecchio si è formato un gruppetto di ascoltatori e alla fine del discorso c'é chi si dice d'accordo con il DUCE, chi impreca, qualche donna piange, poi ognuno torna a casa.
1940 XVIII EF. - Gli effetti della guerra si fanno sentire: la pasticceria fresca e i gelati si possono vendere solo nei giorni di sabato, domenica e lunedì. Dal divieto sono esclusi solo veneziane e panettoni. Dal 1º Luglio è sospesa la vendita del caffè.È proibito vendere carne fresca bovina e suina martedì, mercoledì, giovedì e venerdì. Il coniglio, si annuncia, rappresenta il nostro futuro alimentare.
Nei ristoranti è razionato il pane. È sospeso il sabato fascista.

1940 XVIII EF.Sei compaesani partono per la guerra: Ugo Bernardini, Leonello Fortunati, Mariano Marziani, Pasquale Marziani, Lorenzo Stocchi, Nello Stocchi fu Vincenzo.

secondaguerra

1941 XIX EF. 27-28 Luglio. Si susseguono forti scosse di terremoto che tengono tutti in grave tensione ma per fortuna non si registrano danni.

1945. Fine della II Guerra Mondiale.

1946. 7 Aprile. Prime elezioni amministrative.Tra i consiglieri di maggioranza siede, in rappresentanza della Spina, Gino Marziani.1947. 15 Giugno. Campello. Alla presenza del Sindaco Andrea Gradassi, delle autorità civili e religiose, dei reduci con i Labari, degli insegnanti e alunni delle elementari, dei congiunti dei caduti e di un folto pubblico, viene apposta sulla facciata del Palazzo comunaleuna lapide a perenne ricordo dei caduti nella guerra 1940-1945.

Nello Stocchi fu Vincenzo della Spina.

1949. 1 - 9 Ottobre. "Peregrinatio Mariae".
Nel 1948 inizia il Pellegrinaggio Mariano che consiste nel portare in ogni paese, in processione solenne, una Statua o Immagine della Madonna. L'Immagine, che devotamente accolta, visita ogni paese, è la"SS.Icone" venerata nel Duomo di Spoleto, attribuita a San Luca e da Federico I Barbarossa donata alla città, come segno di pace, nel 1185. Il sentimento religioso si esprime esternamente con addobbi e luminarie eccezionali che resteranno per sempre nella nostra memoria.
Sabato sera 1 Ottobre. La S.S. Icone da Pigge, giunge a Pissignano. Nei giorni successivi fa il giro delle parrocchie del comune.
Venerdì 7 a sera. La Madonna lascia Silvignano per Passo d'Acera.
Sabato 8 a sera. La Venerata immagine donata dal Barbarossa, da Passo d'Acera si avvia verso la Spina, Sua ultima tappa nel nostro comune.

Domenica 9 Ottobre. Finisce il Pellegrinaggio Mariano gli abitanti della Spina consegnano ai Parrocchiani di Azzano la Sacra Immagine.

1952. 25 Maggio. Elezioni amministrative.
Nel nuovo consiglio comunale non c’è alcun rappresentante della Spina

1956. 27 Maggio.Elezioni amministrative.
Tra i consiglieri di maggioranza siede, in rappresentanza della Spina, Ugo Berrnardini.

1957. 16 Luglio. Ogni anno, come tradizione, una gran folla si ritrova al piccolo Santuario alpestre di San Paterniano di Cammoro. Nella chiesa, tra il verde dei licini, si assiste alla celebrazione delle Messe e ci si disperde poi tra i boschi per mangiare e per un'ora d'allegria. Anche quest'anno, come sempre, abbonda la porchetta e quasi tutti ne fanno acquisto. Alle prime ore del pomeriggio
però molti cominciano a lamentare dolori intestinali accompagnati da un generale malessere e conati di vomito, scioglimento viscerale e febbre. È successo che la porchetta era guasta. Il medico ordina l'immediato ricovero nell'ospedale di Spoleto per tutti coloro
che presentano sintomi di intossicazione. I ricoverati superano il centinaio, la permanenza all'ospedale è di 10 -12 giorni; vi è un solo decesso, il giovane Domenico Fedeli, originario delle Marche, coniugato con Lina Marziani.

1959. 29 Maggio.Giunge improvvisa e inaspettata, la ferale notizia dell'immatura morte del nostro amato sindaco, Conte Ranieri Campello Della Spina (come il nonno Paolo adotta il predicato “della Spina”). Dopo aver terminato gli studi classici a soli 17 anni indossa la divisa del nostro esercito. Nominato ufficiale, in servizio permanente attivo, presta servizio nell'Arma di Cavalleria, e in tale veste si afferma negli sport equestri, dove ha modo di difendere più volte i colori italiani nel mondo. Nel 1931 si unisce in matrimonio con la nobildonna Margherita Varè.

raniericampello

Fa parte della Nazionale italiana che partecipa alla Coppa delle Nazioni: Nel 1936 alle Olimpiadi di Berlino è uno dei principali protagonisti del Concorso Completo in squadra, conquistando la medaglia d'argento.

Dal 1942 al 1943 è volontario in Russia col grado di maggiore nel glorioso Savoia Cavalleria. Si conquista una ferita e una Medaglia d'Argento al V.M. Nel 1942, in terra russa, organizza e comanda le formazioni cosacche anticomuniste, che sono chiamate: "Gruppo Autonomo Maggiore Ranieri di Campello, ARMIR".

Dal 1944 al 1946 è commissario della Federazione Italiana Sport Equestri. Nel 1946 è eletto Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Vice presidente della Federazione Equestre Internazionale, membro della Giunta Esecutiva del Coni.
Il 2 Giugno 1946 dopo la proclamazione della Repubblica, Lui, figlio della Dama di Corte di S.M. la Regina, non se la sente di giurare fedeltà, in qualità di ufficiale in servizio permanente effettivo, alla Repubblica e per questo lascia l'Esercito.

Dal 1952 è sindaco del Comune di Campello.

1953 settembre. Il conte Ranieri, in seconde nozze, porta all’altare Maria Sole Agnelli.

agnelli

1960. L'Amministrazione Comunale di Campello, nel quadriennio 1956 -1960, guidata prima dal Conte Ranieri Campello della Spina, poi dal Cav. Andrea Gradassi, ha provveduto, con l'esperta guida del Segretario Comunale geometra Loreto Luchetti, alla realizzazione delle seguenti opere: edificio scolastico, illuminazione pubblica, telefono pubblico e costruzione o ampliamento delle strade, trasporti gratuiti per garantire a tutti la frequenza all'obbligo scolastico.

1960. 6 Novembre. Elezioni Amministrative.

Il rappresentante della Spina non siede in Consiglio comunale 1960-1964. L'amministrazione Comunale di Campello guidata dal Sindaco Maria Sole Agnelli, coadiuvata dal Vice Sindaco Cav. Mario Zuccari e dagli assessori Primo Loretoni, Vincenzo Pallotta e Loreto Francesconi con l'esperta guida del Segretario Comunale geometra Loreto Luchetti, ha provveduto, nel corso del proprio mandato nel quadriennio 1960-1964, alla realizzazione di importanti opere pubbliche: completamento dell'illuminazione pubblica, refezioni scolastiche, acquisto autobus per il servizio pubblico.

1964. 22-23 Novembre. Elezioni amministrative.
Il rappresentante della Spina non siede in Consiglio comunale.

1970.L'amministrazione comunale di Campello. composta da DC e indipendenti di centro destra guidata, dal 1964 al 1970, dal Sindaco contessa Maria Sole Agnelli, coadiuvata dal Vice Sindaco cav. Mario Zuccari e dagli assessori, avv. Filippo Fratellini, avv. Vincenzo Pallotta e Loreto Francesconi e con l'esperta opera del Segretario Comunale geometra Loreto Luchetti ha realizzato le seguenti opere pubbliche: acquisto nuovo autobus per il servizio dei trasporti urbani, acquisto automezzo per il servizio nettezza urbana, completamento della rete di illuminazione pubblica e rete fognante per servire le seguenti località: Spina Nuova e Spina Vecchia.

1970. 7 - 8 Giugno. Elezioni amministrative.
Tra i banchi della maggioranza siede, in rappresentanza della Spina, Domenico Guerrini.

1975. 15 - 16 Giugno. Elezioni amministrative.
Domenico Guerrini siede, in rappresentanza della Spina, tra i banchi della maggioranza.

1975 - 1980.L'amministrazione comunale di Campello guidata dal Sindaco avv. Filippo Fratellini, coadiuvato dagli assessori Domenico Martinelli, Alberto Pacifici, Ezio Fausti e Armando Tardioli, provvede alle seguenti opere pubbliche: asfaltatura del piazzale, erezione di un muro di sostegno contro le frane, ripristino strada di collegamento con Pettino e sistemazione della fogna.

1980. 15 - 16 Giugno: Elezioni amministrative.
Tra i banchi della maggioranza siede, in rappresentanza della Spina, Domenico Guerrini.

1981. Cambia la toponomastica. Nei documenti è eliminata la dizione: "FRAZIONE
DI..........", e comparirà: "VIA............". Restano “Frazioni” solo i paesi della montagna, tra i quali, Spina Nuova e Spina Vecchia.

1983 10 Agosto. Il comitato “Spina di Campello”, costituitosi in luglio, organizza la prima manifestazione in onore del patrono S. Lorenzo.

1985. 4-11 Agosto. Il comitato “Spina di Campello” si trasforma in Pro Loco Spina di Campello, il primo Direttivo è così composto: Presidente Santino Fortunati, consiglieri: Giovanna Agliani, Silvestro Bernardini, Otello Cosoli, Vincenzo Consoli, Luigi Marziani e Marco Marziani. La Pro Loco organizza la prima edizione dei festeggiamenti in onore di San Lorenzo. Grande è il successo.
Basti pensare che sono distribuiti gratis oltre mille piatti di spaghetti al tartufo.

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1985. 12-13 Maggio. Elezioni amministrative.
Fiovo Marziani siede, in rappresentanza della Spina, tra i banchi della maggioranza.

1990. 6-7 Maggio. Elezioni amministrative.
Santino Fortunati siede, in rappresentanza della Spina, tra i banchi della maggioranza.

1994. 30 Luglio Sabato. 10 Agosto Mercoledì.In occasione della XI sagra del tartufo estivo e dei prodotti tipici la Pro loco di La Spina, sotto la presidenza di Moreno Marziani e con il benestare del conte Rovero di Campello, adotta lo stemma dei conti Campello, Leone Rampante nero in campo d’argentoche diventa il logo della Pro Loco.

Il vessillo Turchino e Amaranto con il Leone Rampante nero in campo d’argento degli antichi feudatari diventa la bandiera della Pro Loco.

1994. Luglio. Per interessamento dell'amministrazione comunale guidata dall'avv. Zuccari e in special modo dal consigliere Santino Fortunati, nostro rappresentante in qualità di assessore presso la Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, iniziano i lavori di restauro dei ruderi della chiesa dei Santi Cipriano e Giustina. I ruderi della chiesa, ricoperti per decenni da una fitta vegetazione e quasi completamente interrati, saranno riportati alla luce e restaurati con l'intervento della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, il restauro architettonico dell'abside è curato dalla Soprintendenza per i beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici dell'Umbria.

SPOLETO 90
31 Marzo '95
Proposto a gran voce dagli ambientlisti
UN PARCO PER LE FONTI di Vincenzo Cementi

"Un Parco per le Fonti del Clitunno" una petizione ripetuta da anni e purtroppo  ancora disattesa dall'ente pubblico, sin qui poco consapevole di  questa enorme valenza naturalistico-ambientale alle porte della città del  Festival...È questo il principio ispiratore del progetto che la Comunità  Montana dei Monti Martani e del Serano sta portando a termine presso le  Fonti del Clitunno.
Con una spesa di circa duecento milioni di lire, sarà infatti attrezzata lungo  la Flaminia, a pochi passi dalle antiche sorgenti, un'Area di Informazione e Promozione Turistica con particolare riferimento all'Agriturismo.....  "Proprio accanto alla Flaminia, dove transitano ogni giorno enormi flussi turistici e ad una distanza di pochi metri dalle Fonti c'era un'area  semiabbandonata con la presenza di  alcuni complessi storico-architettonico in pessimo stato: non si poteva non pensarci".
Interviene così, con usuale modestia Santino Fortunati, assessore dell'ente montano spoletino e tra i maggiori propugnatori del progetto. "In relazione all'opportunità offertaci dal regolamento CEE 2052/88, obiettivo 5/b, - spiega Fortunati – come Comunità Montana decidemmo subito di creare lì un'area attrezzata idoea a fornire tutti i servizi (anche logistici) per sviluppare turismo e agriturismo sulla dorsale Trevi-Spoleto.
E, come racconta Fortunati, è stata pronta la risposta della parrocchia di Santa Maria di Campello, proprietaria dell'area: una concessione in comodato per quarantanni ha infatti permesso l'intervento. Si è provveduto, inoltre, all'estirpazione ed alla bonifica del secolare roveto che ormai ricopriva i ruderi di San Cipriano (VII secolo) ed al restauro del vicino edificio religioso (una piccola sacrestia abbandonata) che secondo l'amministatore, diverrà struttura di accoglienza per servizi di informazione turistica e di promozione e vendita dei prodotti tipici".

Per la gestione di quello che nei disegni della Comunità Montana diverrà un vero e proprio Centro di promozione Turistica, c'è già un'intesa fra la Comunità Montana ed il Consorsio dei Prodotti Tipici dell'area spoletina", dichiara Fortunati. In tal modo, l'olio extra vergine delle colline spoletine, i tartufi, il vino d.o.c., i formaggi, i funghi, il miele etc. avranno tra breve qui, alle Fonti del Clitunno, la prima esposizione.......

1995. 23 Aprile. Elezioni Amministrative.
In Consiglio comunale non ci sono rappresentanti della Spina.

1996. 13 Ottobre Domenica ore 16,30. Viene inaugurato Il complesso monumentale di San Cipriano e il centro informazioni turistiche. Il restauro, iniziato l’11 luglio 1994, voluto dalla nostra amministrazione comunale guidata dall'avv. Zuccari e in special modo dal consigliere Santino Fortunati, nostro rappresentante presso la Comunità Montana, è stato totalmente sovvenzionato della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano.
Sono presenti, oltre il sindaco Domizio Natali, il presidente della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano Massimo Brunini, il senatore Pierluigi Castellani, l'onorevole Maria Rita Lorenzetti, il consigliere regionale Paolo Filipponi. il vice questore di Spoleto Maria Adelaide Colombo, il capitano della compagnia carabinieri di Spoleto Bruno Dominici, il comandante della stazione dei carabinieri di Campello maresciallo Sergio Olivieri, Il sindaco di Castel Ritaldi Mancini, il presidente della Cassa di Risparmio Alberto Pacifici, il direttore dell'istituto Sperimentale di Olivicoltura Parlati.
Dopo gli interventi del sindaco Natali, del presidente Brunini e dell’on. Lorenzetti, il concerto del trio spoletino formato da Beatrice Cilento, Barbara Bucci e Stefano Laureti e la merenda all'aperto concludono la cerimonia. 1996. 26 Dicembre - 1 Gennaio 1997. A memoria d'uomo, poche volte nel campellino, le grandi nevicate sono state come quella di questi giorni e mai di dicembre.
Il gran freddo e le grosse precipitazioni nevose di solito caratterizzano i mesi di gennaio e febbraio. Il 26 la temperatura si abbassa e la neve cade sulle nostre montagne. Nei giorni 27 e 28 soffia la buriana, un vento gelido chiamato "Burjan", proveniente dalla Siberia, prima neve e strade gelate dalle parti di Foligno, Pettino è isolata. Il 29, domenica, nevica per 18 ore ininterrottamente, nella serata a Pettino, la neve caduta supera il metro, Campello Alto ne registra quasi 50 centimetri invece a Pissignano e alla Bianca il manto supera i 30 mentre oltre il Marroggia la neve raggiunge il mezzo metro, le strade sono gelate e il traffico è quasi fermo, si viaggia solo con le catene.
bianca

Il 30, lunedì, una piccola spolverata rinfresca la coltre che copre tutte le montagne e la vallata. Poco prima dello scoccare della mezzanotte dell'ultimo giorno dell'anno inizia a spirare lo scirocco.  La mattina del primo giorno del 1997 la temperatura, che per quasi una settimana era stata sempre abbondantemente sotto lo zero toccando anche –8, sale a +13 determinando lo scioglimento totale della neve.

1996. Iniziano i lavori di restauro della chiesa parrocchiale (il preventivo di spesa è di circa £. 160.000.000 (B. 80.000,00).
Come primo intervento è quello del rifacimento del tetto. Restano in sospeso il restauro delle opere pittoriche risalenti metà ‘700 e primi ‘800.

1997. 3 Febbraio Lunedì - Campello.Intorno alle 15,30 un incendio di piccole dimensioni si sviluppa tra le frazioni della Spina e di Agliano. Le fiamme attaccano arbusti e sterpaglie per un'area di circa due chilometri quadrati. I numerosi volontari e i vigili del fuoco, prontamente accorsi da Spoleto, in poco meno di due ore, spengono l'incendio, e soprattutto impediscono alle fiamme di propagarsi al vicino maneggio dove i numerosi cavalli danno segni di irrequietezza spaventati dall'odore acre del fumo e dai bagliori delle fiamme.

26 Settembre Venerdì - 31 Dicembre Mercoledì.
Terremoto in Umbria.

Cronaca dei terremoti che interessano le Marche e l'Umbria che nella prima fase ha come epicentro Serravalle del Chienti in provincia di Macerata, Colfiorito e Nocera in provincia di Perugia, e in un secondo tempo ha un nuovo epicentro in Sellano sempre in provincia di Perugia, provoca 13 morti, oltre 300 feriti, 37.000 senza tetto, 88.000 case danneggiate delle quali 3.400 inagibili, 102 monumenti lesionati ed oltre 4.000 miliardi di danni.

Venerdì 26 Settembre ore 2,33.
Un fortissimo e lungo scotimento ci fa saltare dal letto. In molti scendiamo in strada, poi passata la paura e non avvertendo altre scosse torniamo a dormire. Il movimento tellurico è dell'ottavo grado della scala Mercalli con 5,5 di Magnitudo e ha come epicentro la zona di Colfiorito. I sismografi registrano altre scosse, molte delle quali comprese entro il quarto e il quinto grado della scala Mercalli non le avvertiamo, per la cronaca, elenco quelle a partire dal quinto grado: alle 3,54 e alle 4,06 del quinto grado, avvertiamo quella delle 5,49 che è del sesto grado e alle 6,44 del quinto grado.

Venerdì 26 Settembre Ore 11,41.
Mentre commentiamo i danni, appresi dalla Tv, provocati dalle scosse avvertite finora, ne arriva un'altra, ondulatoria e sussultoria, fortissima, lunghissima e terrificante, fuggiamo dalle case e ci riversiamo terrorizzati in strada. Questo nuovo terremoto, il cui epicentro è individuato in Nocera Umbra, è dell'ottavo - nono grado e 5,8 di magnitudo e procura danni alla chiesa del cimitero
della Spina.

1998. 10 Agosto Lunedì.A conclusione della XV Sagra del tartufo estivo e dei prodotti tipici, alla presenza del sindaco Domizio Natali, il Presidente della Pro Loco Santino Fortunati consegna al capitano Ranieri di Campello, figlio del conte Rovero scomparso un anno fa, una targa d'argento in memoria del padre. La cerimonia è voluta dall'associazione Pro Spina, presieduta da Santino Fortunati,
per ringraziare i conti di Campello per aver concesso l'autorizzazione a utilizzare l'arma di famiglia e il vessillo turchino e amaranto degli antichi feudatari. Oltre al conte Ranieri, che come è noto ha partecipato alle olimpiadi di Seul e Atlanta con la squadra italiana di equitazione, è intervenuta la moglie contessa Marina, anche lei olimpionica a Los Angeles e Mosca con la squadra nazionale di equitazione.

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1999. 13 Giugno. Domenica. Elezioni Amministrative.
Il rappresentante della Spina, Moreno Marziani, siede tra i banchi della maggioranza ricoprendo l’incarico di assessore, il quale nel corso del suo mandato ha portato avanti il progetto della metanizzazione del paese che si è realizzata nel 2008.

2005.Il Parroco Mons. Luciano Bocci viene a mancare ed è sostituito da Don Dante Ventotto. Il nuovo Parroco ricorda alla comunità la volontà di Mons. Luciano Bocci di portare a termine i lavori di restauro della Parrocchia. L’incarico del restauro delle opere pittoriche è affidato ai maestri Giuseppe e Massimo Viti di Spoleto.

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2005. Luglio La chiesa di San Lorenzo torna a splendere.
La Pro Loco ha voluto dar risalto a questo evento con una cerimonia d’inaugurazione. Presenti per l’occasione oltre al Presidente Santino Fortunati con i consiglieri dell’associazione, il parroci Don Dante Ventotto, il Sindaco Paolo Pacifici, il Senatore Maurizio Ronconi, il Presidente della Spoleto Credito e  Servizi Fabrizio Cardarelli, il Presidente della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano Vincenza Campagnani, rappresentanti della Banca Popolare di Spoleto, della Cassa di Risparmio di Spoleto, i Maestri Giuseppe e Massimo Viti, dall’impresa “Edil Spoleto snc” e la quasi totalità dei residenti. L’ing. Marziani Moreno ha seguito la direzione dei lavori di consolidamento e di restauro della Chiesa. La copertura della spesa è stata possibile grazie ai contributi della Pro Loco, degli abitanti, dei parroci Mons. Luciano Bocci e Don Dante Ventotto, della Spoleto Credito e Servizi, della Banca Popolare di Spoleto, della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e del Comune di Campello sul Clitunno.